Centro Interdipartimentale di Ricerca sull'Utopia

 

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bandit.gif (1324 byte) Breve storia del Centro Utopia (click here for the English version banden.gif (1307 byte))

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca sull'Utopia è nato presso l'Università di Bologna nel 1989; ad esso afferiscono i dipartimenti di Lingue e Letterature Straniere Moderne, Italianistica, Filosofia, Arti Visive, Discipline Storiche, Politica, Istituzioni e Storia, Paleografia e Medievistica, la Facoltà di Economia e Commercio. Oltre a docenti dell'Ateneo bolognese, aderiscono al Centro, a titolo personale, anche docenti di altre università nazionali ed estere.. Questo centro, da alcuni giudicato per molto tempo anomalo, deve la sua nascita alla Professoressa Vita Fortunati, docente di Lingua e Letteratura Inglese, e la sua costituzione al Magnifico Rettore dell'Università di Bologna, Fabio Roversi Monaco, che, credendo al valore scientifico dell'iniziativa, hanno dato un impulso fattivo per la sua realizzazione, superando remore e lentezza burocratiche.
Il Centro è diretto da una giunta e da un consiglio; la Prof. Vita Fortunati ha ricoperto la carica di Direttore del Centro dal 1989 al 1998, la Prof. Giovanna Franci dal 1999 al 2001. Dal Gennaio 2002 è rientrata in carica la Prof. Fortunati.

Pur essendo di recente costituzione, il Centro ha alle sue spalle una lunga storia che risale al 1980. Insieme con il compianto Luigi Firpo, Nicola Matteucci e Vita Fortunati organizzarono in quell’anno a Bologna un Convegno Internazionale su L'utopia e le sue forme, che approdò al volume edito dalla casa editrice Il Mulino nel 1982. Proprio in quell'occasione Vita Fortunati, Luigi Firpo, Nicola Matteucci e Giampaolo Zucchini discussero la possibilità di organizzare a Bologna un Centro Interdipartimentale di documentazione e ricerca sull'utopia, perché si vedeva la possibilità di convogliare in un'unica istituzione l'interesse di docenti afferenti a varie aree disciplinari: le discipline filosofiche e storiche, gli studi linguistici e letterari le arti visive e le scienze umane. Su questa interessante ipotesi di lavoro, Vita Fortunati e i colleghi dell’Università di Bologna cominciarono a tessere una fitta rete di rapporti a livello nazionale ed internazionale: in Italia iniziò la collaborazione con Eugenio Battisti e Giuseppa Saccaro del Buffa dell'AISU (Associazione Internazionale di Studi sulle Utopie) di Roma e il gruppo di Lecce diretto da Arrigo Colombo; all’estero vennero coinvolti studiosi quali Raymond Trousson, dell’Université Libre di Bruxelles, Hans-Gunther Funke della Universität Erlangen, Krishan Kumar dell’University of Kent at Canterbury, Lyman Tower Sargent della University of Saint-Louis - Missouri, l'Accademia delle Scienze di Mosca; infine, aderirono anche studiosi che, pur non appartenendo a questi centri ed istituzioni, manifestarono interesse per l'iniziativa, inviando prezioso materiale bibliografico ed informazioni su altri studiosi e ricerche in corso nel campo dell'utopia.
Si giunse così al secondo convegno internazionale, Paesi di Cuccagna e mondi alla rovescia, del 1987, i cui atti furono raccolti nel volume omonimo a cura di vita Fortunati e Giampaolo Zucchini, pubblicati nel 1989 a Firenze dalla casa editrice Alinea. Infatti, pur non avendo ancora formalmente costituito il Centro, negli anni Ottanta il gruppo di ricerca sull'utopia dell’Università di Bologna si dedicò all’organizzazione di numerosi incontri tra specialisti, anche in occasione della presentazione di importanti volumi di studi utopici. Si ricordano, a questo proposito, l’incontro organizzato per la presentazione dell'edizione italiana di Mundus alter et idem di J. Hall, curata da Giampaolo Zucchini per Guida di Napoli (1985) e una tavola rotonda sul volume Requiem pour l'utopie? Tendances autodestructives du paradigme utopique, curato da Carmelina Imbroscio per l'editrice Goliardica di Pisa (1986).
Nel 1989, in occasione dell'apertura del Centro, si organizzavano a Bologna le Giornate di studio sull'utopia a cui parteciparono tra l'altro Alexandre Cioranescu (Università di Santa Cruz di Tenerife) e Raymond Trousson (Université Libre de Bruxelles); questa iniziativa fu caratterizzata dalla presenza non solo di numerosi studiosi italiani, ma anche di studenti che si stavano specializzando sull'argomento.
Nel maggio 1989 la Prof. Fortunati invitò il Prof. Trousson a tenere un ciclo di conferenze sull’utopia come genere letterario, rivolte agli studenti della facoltà di Lettere e filosofia e di Scienze Politiche.
Nel 1990 il Centro ha organizzato, in collaborazione con l'Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli, e in particolare con la Professoressa Adriana Corrado, il III Convegno Internazionale, Per una definizione dell'utopia. Metodologie e discipline a confronto. Questo convegno ha mostrato l’importanza di promuovere iniziative culturali in grado di coinvolgere anche studiosi appartenenti ad aree economico-giuridiche, ad aree scientifiche quali biologia, fisica e ingegneria, e all'urbanistica.
Nel 1993 ebbe luogo a Rimini il IV Convegno Internazionale Viaggi in Utopia, i cui atti sono raccolti nell’omonimo volume, edito presso la casa editrice Longo.
Nel 1994 il Centro, in collaborazione con l’Istituto Gramsci Emilia-Romagna, organizzò il seminario La distopia nella letteratura e nel cinema, con i seguenti relatori: Vita Fortunati, Franco La Polla, Carlo Pagetti, Giancarlo Calcagno, Giampaolo Zucchini, Carlo Galli, Beatrice Battaglie, Nadia Minerva, Giovanni Giorgini.
Nel 1996 il Centro, in collaborazione con i Dipartimenti di Lingue e Letterature Straniere Moderne, di Filosofia e di Discipline Storiche, ha organizzato una Giornata di Studio su Utopia e Storia presso l’Accademia delle Scienze.
Nel 1997 ebbe luogo a Gargnano sul Garda (Brescia) il V Convegno Internazionale, Vite di Utopia, i cui atti sono in corso di pubblicazione presso la casa editrice Longo di Ravenna.

Il Centro ha creato una cospicua rete di corrispondenti, costituita da enti, associazioni, centri analoghi, e studiosi che hanno aderito a titolo personale, per un totale di 400 nomi in indirizzario. I membri partecipano alle attività culturali e contribuiscono, con le loro pubblicazioni, ad arricchire il fondo librario e documentario della biblioteca. Tra questi:

Fondazione Firpo (Torino) - AISU (Roma) - Centro di Studi sull’Utopia (Università di Lecce) - Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa (Napoli) - Università degli Studi Statale di Milano - Society for Utopian Studies (Bristol) - William Morris Society (London) - Groupe de Recherche de la Culture de Weimar (Paris-Sorbonne) - La Maison d’Ailleurs (Yverdon-les-Bains, Svizzera) - Utopian Studies Centre (University of Haifa) - Centrum voor Politicologie (Université de Bruxelles) - Society for Utopian Studies (USA e Canada) - Accademia delle Scienze (Mosca) - Centre de Recherches Littéraires et Historiques (Université de la Reunion) - Bronislaw Baczko (Université de Gèneve) - Georges Benrekassa (Université de Paris VII) - Eugenio Battisti (Università di Roma, "La Sapienza") - Alexandre Cioranescu (Université de Tenerife) - Gregory Claeys (Royal Holloway, London) - Hinrich Hudde (Universität Erlangen) - Krishan Kumar (University of Virginia at Charlottesville) - Peter Kuon (Universität Mannheim) - Rosella Mamoli Zorzi (Università di Venezia) - Tom Moylan (University of Liverpool) - Carlo Pagetti (Università di Milano) - Oriana Palusci (Università di Trento) - J.-M. Racault (Université de la Réunion) - Giuseppa Saccaro del Buffa (Università di Roma, "La Sapienza") - Darko Suvin (University of McGill, Montreal) - Raymond Trousson (Universitè Libre de Bruxelles) - J.-J. Wunenburger (Université de Bourgogne) -

Il Centro ha inoltre varato una collana di studi e testi presso la casa editrice Longo. Nella collana Forme dell’Utopia figurano studi monografici, atti dei convegni organizzati dal Centro, e traduzioni di opere utopiche poco conosciute presso il pubblico italiano. La collana è diretta da un comitato scientifico, costituito dai maggiori studiosi del settore: Vita Fortunati (Bologna) Direttore della Collana, Bronislaw Baczko (Ginevra), Alexandre Cioranescu (Tenerife), Krishan Kumar (Charlottesville, Virginia), Carmelina Imbroscio (Bologna), Nadia Minerva (Perugia), Silvia Rota Ghibaudi (Torino), Giuseppa Saccaro del Buffa (Roma), Lyman Tower Sargent (St. Louis, Missouri), Raymond Trousson (Bruxelles).

Il 2000 è l'anno della pubblicazione del Dictionary of Literary Utopias, un volume in lingua inglese a cura di Vita Fortunati e Raymond Trousson, pubblicato presso la casa editrice Champion-Slatkine di Ginevra. Il dizionario include voci in ordine alfabetico, dedicate a opere utopiche scritte fra il 1516, anno della pubblicazione di Utopia di Thomas More, e il 1989, anno della caduta del muro di Berlino; vi sono inoltre voci tematiche dedicate ai concetti fondanti dell'utopia, che si intrecciano in una fitta rete di rimandi intertestuali all'interno del corpus esaminato. Il Dictionary of Literary Utopias ha impegnato 98 studiosi provenienti da: Belgio, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna, USA, Canada, Australia. Il comitato scientifico del dizionario è composto da studiosi responsabili delle singole aree culturali e linguistiche: Robyn Walton per l’Australia; Raymond Trousson per Belgio e Olanda, Oriana Palusci per il Canada, Carmelina Imbroscio, Nadia Minerva e Raymond Trousson per la Francia, Giovanni Scimonello per la Germania, Vita Fortunati e Paola Spinozzi per la Gran Bretagna, Andrea Battistini per l’Italia, Roberto Vecchi per il Portogallo e il Brasile, Haisa Pessina Longo, Paola Spinozzi, Vittorio Strada per la Russia, Stelio Cro per la Spagna e l’area ispano-americana, Carlo Pagetti per gli Stati Uniti.

In seguito alla pubblicazione del Dictionary of Literary Utopias, il Centro Interdipartimentale di Ricerca sull'Utopia ha organizzato tavole rotonde per presentare l'opera presso sedi universitarie italiane ed europee, fra cui Bologna, Napoli, Torino, Milano, Porto.

Dal 1998 la Prof. Vita Fortunati è coordinatrice del COTEPRA, una rete tematica europea sul comparatismo promossa dalla Comunità Europea: fra gli 8 sottoprogetti di cui si compone il COTEPRA, il sottoprogetto 6 è dedicato a A Comparison between National Cultural Identities and Literary Utopia: a Challenging Perspective. L’ipotesi di lavoro è incentrata sulla possibile connessione fra lo sviluppo diacronico della letteratura utopica e la formazione dell’identità nazionale. La tendenza utopica all’universalismo, la ricerca di una società ideale con un modello universalmente applicabile, possono essere poste in relazione alle particolari contingenze storiche sviluppatesi nei singoli paesi europei ed extra-europei. L’intento è muoversi verso una prospettiva transnazionale e poi fare emergere le specifiche modalità con cui le singole nazioni declinano il paradigma utopico. Il sottoprogetto 6, coordinato dal Prof. Raymond Trousson, è stato discusso nell’ambito del convegno COTEPRA, organizzato a Bertinoro nei giorni 27-28-29 novembre 1999. In quella sede, ognuno dei partecipanti ha individuato uno specifico oggetto di ricerca per ogni area culturale esaminata. I temi sviluppati nel corso dei mesi sono stati presentati nel convegno A Comparison between National Cultural Identities and Literary Utopia: a Challenging Perspective, che si è tenuto a Rimini dal 5 all'8 luglio 2000. Il volume Utopianism / Literary Utopias and National Cultural Identities: a Comparative Perspective, edited by Paola Spinozzi, Bologna, Compositori, 2001, include una presentazione di Raymond Trousson, un saggio teorico sui concetti di nazione ed utopia ad opera di Vita Fortunati, e contributi di studiosi che indagano il rapporto fra utopia e identità nazionale in vari paesi europei ed extra-europei: Francesco Sberlati (Università di Bologna) e Tonino Tornitore (Università di Genova) per l'Italia; Fatima Vieira (Universidade do Porto) per il Portogallo, Annette Gomis (Universidad de Almería) per la Spagna, Stelio Cro (King College, Bristol, Tennessee) per l'America Latina, Adriana Corrado (Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, Napoli), Patrick Parrinder (University of Reading), Vita Fortunati (Università di Bologna), Paola Spinozzi (Università di Bologna) per la Gran Bretagna; Raymond Trousson (Université Libre de Bruxelles), Nadia Minerva (Università di Perugia), Carmelina Imbroscio (Università di Bologna) per la Francia; Biagio D’Angelo (Katholieke Universiteit Leuven) per la Russia; Lyman Tower Sargent (University of St. Louis-Missouri), Tom Moylan (Liverpool John Moores University) per gli Stati Uniti; Oriana Palusci (Università di Trento) per il Canada. Vi è infine una sezione in cui vengono presentati i progetti di ricerca di dottorandi, PhD students e ricercatori che si occupano delle interrelazioni fra l'utopia e l'identità nazionale e culturale in discipline diverse, e secondo differenti prospettive metodologiche: Simona Bertacco (Università Statale di Milano); Ildney Cavalcanti (Universidade Federal de Alagoas, Brazil), Gill Cockram (Royal Holloway, London); Monica Alves Dias (Universidade Católica Portuguesa de Lisboa); Eleonora Federici (University of Hull); Hilke Kuhlmann (Universität Freiburg); Patrick Leech (Università di Bologna); Simone Marchesi (University of Princeton); Mari Carmen Marín (Universidad de Almería); Rita Monticelli (Università di Bologna); Dolores Alicia Nicolás Ferrer (Universidad Almerìa); Brîndusa Palade (State University of Bucharest); Liz Potter (Royal Holloway and Bedford New College); Miguel Ángel Ramiro (Universidad Carlos III de Madrid); Rebecca Totaro (Florida Gulf Coast University); Cristina Vino (Università di Parma).

Coloro che intendono approfondire l'attività di ricerca legata al progetto COTEPRA possono visitare il sito web: http://www.unibo.it/cotepra.

 

 
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