LUISA AVELLINI

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Qualifica professore associato

Disciplina Filologia italiana

Tel. 051 2098573 – 2098581  Fax. 051 2098573

E-mail: avellini@arub.unibo.it


> PROFILO DIDATTICO <

Dopo aver svolto attività didattica di supporto ai corsi di Letteratura italiana della Facoltà di Lettere e di Lingua e letteratura italiana della Facoltà di Magistero dell’Università di Bologna negli anni 1971-1980 (in qualità di borsista e poi di contrattista), L. Avellini ha assunto dall’anno accademico 1977-1978 l’incarico di insegnamento di Filologia italiana presso il Corso di Laurea in Materie letterarie della Facoltà di Magistero bolognese.  Ricercatore confermato nel 1980, ha superato il giudizio di idoneità a professore associato per il raggruppamento disciplinare n. 80 (idoneità successivamente spostata sul gruppo affine di filologia italiana per mantenerne acceso l’insegnamento) nella prima tornata dei giudizi di idoneità. Dal I nov. 1980 (ai fini giuridici) è associato confermato di Filologia italiana presso la Facoltà di Magistero (Dipartimento di Italianistica). Dall’anno accademico 1986-1987 passa, su richiesta del Dipartimento e della Facoltà, all’insegnamento affine di Sociologia della Letteratura (inesistente a quella data nell’ateneo bolognese) afferente al C. di L. in Pedagogia e mutuato da tutti i Corsi di Laurea della Facoltà di Lettere, pur mantenendo la titolarità di Filologia italiana (che nel frattempo tace per la presenza di un analogo insegnamento a Lettere).

Negli anni accademici 1986-1987 e 1987-1988 tiene contemporaneamente per affidamento gratuito uno degli insegnamenti di Lingua e letteratura italiana del C. di L. in Pedagogia in sostituzione di titolari in congedo. Dall’anno accademico 1992-1993 ritorna sull’insegnamento di titolarità in Filologia italiana, mantenendo per affidamento gratuito per un anno la Sociologia della Letteratura. Dall’anno accademico 1993-1994 tiene la sola Filologia italiana, optando per la Facoltà di Lingue e letterature straniere al momento del suo avvio (1995). Nell’anno accademico 1997-1998 tiene per affidamento gratuito, insieme al proprio insegnamento, uno dei corsi di Lingua e letteratura italiana in sostituzione di un Collega in congedo. Un affidamento analogo di Letteratura italiana è tenuto anche per il 1999-2000 a causa di pensionamenti di titolari.

Dal 1994 è membro del Collegio dei Docenti della Scuola di Dottorato in Italianistica bolognese, presso la quale ha tenuto una lezione annuale (secondo la consuetudine della Scuola) per ogni anno fino ad oggi. Nel febbraio 1998 è stata commissario (eletto e sorteggiato) nel concorso di ammissione alla Scuola stessa.  Nel giugno 1998 (precisamente fra il 22.6 e il 25.6) ha partecipato come commissario sostituto (primo dei non eletti) alla sola fase finale orale del Concorso nazionale per 2 posti di professore associato di Filologia italiana svolto a Firenze in una commissione presieduta da Rosanna Bettarini.

Dalla fondazione della Facoltà di Lingue, è membro della commissione per i piani di studio e dal febbraio 1999 anche della commissione incaricata di studiare l’applicazione della nuova normativa didattica (crediti e moduli di insegnamento).

 

> PROFILO SCIENTIFICO <

Luisa Avellini, nata a Bologna il 5 ottobre 1946, ha frequentato la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Bologna, presso la quale si è laureata il 24 febbraio 1970 in Lettere moderne con una tesi di laurea dedicata a uno studio critico-testuale e attributivo su un gruppo di rimatori minori del Quattrocento fiorentino. Una rielaborazione di tale indagine è stata poi pubblicata nel volume miscellaneo La Memoria dei Mercatores (1980).

Dal 1971 al 1975 è stata titolare di una borsa di addestramento alla ricerca presso l’Istituto di Filologia moderna della Facoltà di Magistero di Bologna diretto da Ezio Raimondi poi, fra 1975 e 1980, è stata titolare di un contratto presso il medesimo Istituto. Durante il decennio l’attività di ricerca si è articolata in varie direzioni: 1) approfondimento del tema della tesi di laurea con uno sviluppo dell’indagine nella direzione della produzione burchiellesca (Metafora regressiva e degradazione comica nei sonetti del Burchiello, 1973); 2) studio, in momentanea collaborazione con P. Pullega, sull’epistolario cinquecentesco di Battista Guarini in vista di un’edizione critica (Per l’edizione critica dell’epistolario di Battista Guarini, 1975). Cessata la collaborazione, la ricerca cinquecentesca della sottoscritta si è sviluppata con la partecipazione ai gruppi di lavoro diretti da Amedeo Quondam e Guido Baldassarri sui Libri di lettere rinascimentali (sul Guarini sono giunti alle stampe “Pelago” e “Porto”: la Corte e il cortigiano nell’epistolario del Guarini 1982, Tra “Umoristi” e  “Gelati” 1982, e infine l’ampio saggio del 1994 Lettere sotto capi divise:il caso tipografico di Battista Guarini). La terza sezione di lavoro, avviata in équipe sotto la guida di Ezio Raimondi nei primi anni Settanta, riguarda la cultura emiliano-romagnola del Novecento fra fascismo e Resistenza (Crisi della cultura e dialettica delle idee, 1976).

Del 1978 è lo studio sulla Scapigliatura e sulla narrativa di Carlo Dossi posto come introduzione all’antologia La critica e Dossi. Su “Lingua e Stile” fra 1976 e 1979 compaiono alcuni interventi intorno a questioni di metodo filologico e di riflessione ermeneutica, in collegamento con la prima attività didattica ufficiale, svolta dal 1977 come incaricata di Filologia italiana nel Corso di Laurea in Materie letterarie della Facoltà di Magistero.

Dal 1979 è cooptata nel gruppo di lavoro coordinato da Mario Lavagetto per il riordino delle carte di Bruno Barilli e l’edizione critica della sua saggistica critico-musicale, pubblicata poi in vari volumi presso Einaudi (Il sorcio nel violino, a cura di L. Avellini e A. Cristiani, 1982; Il paese del melodramma, a cura di L. Avellini e L. Viola, 1985). Nei primi anni Ottanta emerge anche l’attenzione per il Quattrocento umanistico nella sua versione bolognese e universitaria, a partire dalla figura del retore e medico Giovanni Garzoni e dalle sue prove di eloquenza encomiastica al servizio dei Bentivoglio (Per uno studio sul problema dell’eloquenza nell’opera di Giovanni Garzoni, 1983 e Eloquenza e committenza: prosa encomiastica e agiografica di Giovanni Garzoni, 1984).

Negli stessi anni prende forma il progetto di fondazione del Centro dipartimentale di ricerca noto come Archivio Umanistico Rinascimentale Bolognese (Arub): di questa struttura, diretta dalla sua nascita a oggi da Ezio Raimondi, L. Avellini è stata ideatrice e costante animatrice, organizzandola in gruppi di ricerca, dotandola di strumentazioni elettroniche, di una rivista, “Schede Umanistiche” (di cui è tuttora redattrice, dopo averla diretta in collaborazione fra 1987 e 1990) e di una Collana di testi e studi, “Quaderni di Schede Umanistiche”, di cui è direttrice con Ezio Raimondi e Andrea Battistini. L’attività del Centro prende corpo con il Convegno internazionale Sapere e/è potere. Discipline, dispute e professioni nell’università medievale e moderna: il caso bolognese a confronto (organizzato su committenza dell’Istituto per la Storia di Bologna nell’ambito delle celebrazioni del nono centenario dell’Ateneo bolognese) svolto a Bologna nell’aprile 1989, dopo due seminari preparatori nel 1987 e nel 1988, con grande concorso di filologi, filosofi, storici, storici del diritto, della scienza, della musica. È stata coordinatrice di settore nel comitato scientifico, organizzatrice degli incontri  preliminari e relatrice al Convegno con un intervento dal titolo Per un profilo di Andrea Alciato teorico della lingua e della retorica, nonché curatrice del I volume degli Atti (pubblicati in 3 volumi nel 1990) dal titolo Forme e oggetti della disputa delle arti.

Degli anni 1986-1987 è anche l’attività di ricerca preparatoria, in collaborazione con Ezio Raimondi a GianMario Anselmi, per le sezioni rinascimentali emiliano-romagnola e milanese del vol. II/2 della Letteratura italiana Einaudi, Storia e geografia, 1988 (Il Rinascimento padano e Milano, Mantova e la Padania nel XVI secolo). L’occasione (dovuta a relazioni d’amicizia private) di poter accedere all’archivio personale di Olindo Guerrini conservato dagli eredi è alla base del saggio Olindo Guerrini e i suoi lettori steso per la Storia illustrata di Ravenna (1990).

Nel 1990 giunge intanto al suo primo risultato pubblico l’attività di ricerca (sostenuta anche dalla Soprintendenza ai Beni librari regionale) nel settore del rapporto fra umanesimo e tipografia delle origini in area emiliano-romagnola (Incunaboli stampati a Bologna), in vista della fondazione (1991) del Laboratorio Bibliologico dell’Arub orientato all’applicazione dell’informatica alla bibliologia e alla codicologia. La nuova struttura dell’Arub, diretta fino a oggi da L. Avellini, ha sorretto tutta l’attività dell’équipe sul tema della storia libraria fra università e città (cfr. “LB Rendiconti”; Sul libro bolognese del Rinascimento, 1994).

Nel dicembre 1989 ha coordinato il gruppo di lavoro Arub intervenuto al Convegno di Cesena sulla Libraria Domini. Nel 1991 ha partecipato alla I Giornata di studi muratoriani di Vignola (Il genere biografico nella storia locale. Virgilio Malvezzi fra i biografi di Castelvetro, 1992). Nel 1991 è entrata nel gruppo di lavoro avviato dopo il Convegno su Paolo Cortesi (San Gimignano, giugno 1991) per organizzare il censimento di lettere, fonti e testimoni delle opere cortesiane. Le è stato affidato il compito di coordinare l’indagine di textual bibliography sul De Cardinalatu condotta da un gruppo di giovani Colleghi nelle maggiori biblioteche storiche italiane: nelle more prolungate della pubblicazione degli Atti del Convegno che recheranno in appendice gli esiti del censimento, la ricerca è pubblicata ora su “Schede Umanistiche” 2, 1998 col titolo Per un supplemento di indagine sulla prima stampa del De Cardinalatu.

Fra 1992 e 1993 l’Arub ha collaborato all’organizzazione del Convegno veronese (giugno 1993) su Felice Feliciano e alla cura degli Atti pubblicati presso Antenore nel 1995. Luisa Avellini ha collaborato in prima persona alla fase di programmazione, realizzazione e cura degli Atti anche nel caso del Convegno forlivese La cultura umanistica a Forlì fra Biondo e Melozzo del 1994 ( è del 1997 la stampa degli Atti, curati in collaborazione con un’allieva: in appendice compaiono i primi esiti della ricerca sui Carteggi politici e culturali del Quattrocento nelle collezioni Piancastelli coordinata dalla sottoscritta). Sempre sul tema dei carteggi umanistici e della loro catalogazione, aveva già organizzato (fra 1993 e 1994) due seminari: uno a Ravenna, presso la Biblioteca Classense, in occasione (1993) dell’avvio del Corso di Laurea (poi Facoltà) per la conservazione dei Beni culturali; il secondo a Bologna, nel maggio 1994. Ai lavori  seminariali erano presenti storici come Giorgio Chittolini e Massimo Miglio, filologi umanisti come Paolo Viti, paleografi come Armando Petrucci. Quest’ultimo era già stato ospite dell’Arub per un seminario voluto dal Laboratorio bibliologico nel 1992 al fine di aprire un’ indagine sistematica sui copisti bolognesi del Quattrocento. Dell’attività seminariale costante del LB sono stati di frequente ospiti Lotte Hellinga e Conor Fahy.

Nel marzo 1993, in collaborazione con l’Università di San Marino allora retta da Renato Zangheri, si svolgeva fra Bologna e il Monte Titano il Convegno internazionale La Memoria e la Città, promosso e coordinato da L. Avellini insieme al settore Arub delle scritture storiche locali. Secondo la consuetudine del gruppo, il convegno era stato preceduto da due seminari preparatori: a Bologna (1991) e a Napoli (1992) presso l’Istituto Italiano  per gli Studi Filosofici. Negli Atti del convegno, stampati a Bologna nel 1995, appare la relazione di L. Avellini Il supporto della memoria.

Nell’ambito della ricerca sulle applicazioni informatiche alla bibliologia e in generale alla storia della cultura letteraria medioevale e moderna, ha avviato dal 1991 una serie di contatti internazionali, iscrivendosi all’associazione “History and Computing” e partecipando insieme ai suoi collaboratori ai convegni di tale associazione svolti a Orvieto (1991) e a Bologna (1992: gli Atti, comparsi nel 1994 con il titolo Storia e Multimedia, contengono un intervento della sottoscritta premesso ai materiali dimostrativi presentati).

Nell’autunno del 1992 ha partecipato al XVIII Convegno dell’Associazione Italiana Bibliotecari, a Rimini, con una relazione dal titolo Per una ricognizione della produzione libraria bolognese del Quattrocento, stampata negli Atti, 1993.

Nel 1993 le è stato affidato dal Centro internazionale di studi Giovanni Pico della Mirandola il coordinamento di una serie di ricerche di natura filologica e bibliografica sostenute da borse di studio, in vista della preparazione di materiali da presentare al Convegno di Mirandola del 1994, dedicato al centenario della morte di Pico. Cooptata, a séguito di questo incarico, nel comitato scientifico del Centro pichiano ora presieduto da Claudio Leonardi, è stata di recente confermata nel comitato stesso e sta organizzando la stampa presso Olschki del volume dedicato alla bibliografia di Pico, che sarà aperto da una sua introduzione.

Nel 1995 è uscito il saggio Università e Umanesimo nella miscellanea Le Università dell’Europa. Le Scuole i Maestri edita da Pizzi. Ancora in area rinascimentale, ha partecipato nel dicembre 1995 al Convegno tassiano di Ferrara con una relazione dal titolo Prove di epica a Bologna: Girolamo Zoppio, in corso di stampa negli Atti presso Olschki. Nel marzo 1998, sempre a Ferrara, ha partecipato al convegno savonaroliano con una relazione (in corso di stampa) dal titolo. I libri e il mito di Savonarola in Inghilterra fino al romanzo “Romola” di George Eliot. Da questa ricerca è emerso lo spunto per un ampio saggio, ora in corso di stampa su "Schede Umanistiche", dal titolo: Un romanzo di formazione nel teatro fiorentino della memoria: "Romola" di George Eliot.

Dal 1995 è ritornata alle ricerche sulla narrativa otto-novecentesca pubblicando un ampio saggio su Il professionista verosimile. La distinzione professionale nella narrativa e nel cinema nel volume degli Annali della Storia d’Italia Einaudi dedicato a I Professionisti, del 1996. A un convegno bolognese organizzato nel maggio 1998 sul tema della donna padana nella società e nella rappresentazione artistica ha presentato una relazione dal titolo Narrare la desinenza in A lungo la via Emilia, ora stampa in "Padania" VIII, n. 16 (2000). Le prospettive disegnate in questo ultimo lavoro, insieme a una rinnovata riflessione su Carlo Dossi e all’analisi del romanzo come "collezione" e teatro memoriale, confluiscono ora in un volume dal titolo Nelle stive del romanzo. Collezione e rappresentazione, Bologna, Clueb 2000.

Lungo il 1996 si è svolto il lavoro preparatorio per l’ampio saggio Cultura e società in Emilia-Romagna, uscito nel 1997 in Storia d’Italia. Le Regioni. L’Emilia Romagna, Torino, Einaudi. Nel 1997, nella miscellanea in onore di Luigi Balsamo, è apparso un saggio dal titolo Un emulo bolognese del Ramusio: Valerio Zani curatore del “Genio vagante”. Lo studio di questa singolare miscellanea erudita di scritture di viaggio prosegue in vista di un’edizione commentata. Nel novembre 1997 ha partecipato con una relazione dal titolo Riflessioni di metodo: suggerimenti per le filologie non letterarie (in corso di stampa a cura del Comune di Teramo) al Convegno di Teramo sul tema Filologia e restauro nel cinema. Nel 1997 sono inoltre apparsi: nel primo numero della rivista “Annali di storia delle università italiane”, il saggio dal titolo Le discipline letterarie nell’Università postunitaria fra Nazione e Europa: classicismo e comparatistica a Bologna 1860-1870; nella Miscellanea Resta il saggio Note sui Domenicani, i libri e l’Umanesimo a Bologna; nella rivista “IBC” l’intervento Un Archivio umanistico a Bologna dedicato a un bilancio dell’attività dell’Arub e nel numero successivo dello stesso anno il saggio Nelle stive della letteratura. Ancora nel 1997 è uscito presso Olschki, su iniziativa di L. Avellini (e con una sua premessa) e degli eredi Bertoni, il volume di Elena Gavioli Filologia e Nazione, nato come tesi di laurea. Dal novembre 1997, ha promosso l'avvio di un supplemento annuale di “Schede Umanistiche” dedicato al tema del rapporto fra “Antichi e Moderni”: L. Avellini ha steso la premessa al primo numero (Leopardi: per cominciare, in “Antichi e Moderni” 1/1998, presentato alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna da Rosanna Bettarini il 17 dicembre 1998).

Per il secondo numero di “Antichi e Moderni”, ha partecipato all’organizzazione e allo svolgimento della Giornata di studio del 6 settembre 1999 sul tema Plutarco biografo dall'umanesimo e all'età delle rivoluzioni: fra le relazioni, ora in corso di stampa sul n. 2/2000, si legge l'intervento: La biografia politica dalla Ragion di Stato alla diagnosi psicodrammatica dell'uomo nel teatro sosciale: Malvezzi rilegge Livio e Plutarco per il Conte Duca, pp. 47-75

L. Avellini ha partecipato costantemente, dal 1989 fino a oggi, ai progetti di ricerca CNR di argomento rinascimentale (collegati con l’attività dell’Arub) dei quali è responsabile scientifico Ezio Raimondi: si tratta di 3 programmi di ricerca triennali consecutivi (1. Generi di scrittura e strumenti della loro diffusione nel Rinascimento bolognese: scritture private (cronache e memorie), circuito universitario, cultura in tipografia – 1989-1992; 2. Ricostruzione storico-filologica delle biblioteche istituzionali e private del Rinascimento bolognese – 1992-1995; 3. Libri degli studenti (manoscritti e a stampa), documenti dei loro soggiorni universitari a Bologna e direttrici della cultura retorico-umanistica europea – 1995-1998) ideati e coordinati per conto del Responsabile. Nel 1996 e 1997 ha ottenuto infine due finanziamenti dal comitato 12 del CNR come coordinatrice locale di una ricerca nazionale presentata dall’Istituto di Linguistica computazionale del CNR di Pisa: il progetto locale riguarda la Formazione di un archivio digitale di paleostampe con selezione di un campione significativo come base di apprendimento per una rete neurale.

L. Avellini, oltre che membro del comitato scientifico del Centro Pico della Mirandola e dell’Associazione History and Computing, è socio della Deputazione di Storia patria, socio corrispondente dell’Associazione Roma nel Rinascimento e socio della Società per lo studio del secolo XVIII.

 

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