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Dal 28 febbraio al 2 marzo 2003 si svolgerà a Bologna un convegno internazionale dal titolo The Language(s) of Romanticism organizzato dal Centro Interdisciplinare di Studi Romantici dell’Ateneo bolognese in collaborazione con l’autorevole British Association for Romantic Studies (BARS) di cui sono membri alcuni dei più eminenti romanticisti anglosassoni ed europei. E’ la prima volta che il convegno annuale di BARS si svolge in un paese non di lingua inglese. Bologna è stata infatti scelta per il prestigio internazionale del suo Centro Interdisciplinare di Studi Romantici. Questo appuntamento, diviso in tre giornate e sponsorizzato anche da The British Council, avrà luogo nelle aule del Dipartimento di Lingue, in Aula Prodi (San Giovanni in Monte), nell'Aula Absidale di Santa Lucia e presso la sede di The British Council di Bologna. Le tre giornate si propongono essenzialmente di offrire a studiosi ed esperti del Romanticismo di tutto il mondo un'opportunità di confrontare, discutere e scambiare idee su temi e problematiche che riguardano il linguaggio / i linguaggi della scrittura e della cultura del Romanticismo. La molteplicità e diversità di tali linguaggi emergono dalle varie sezioni in cui il convegno è stato suddiviso, al fine di permettere ai circa settanta relatori e ai numerosi partecipanti di aprire un dibattito all'interno della singola sezione e di intravvedere le possibili relazioni e contaminazioni tra i vari campi e settori dei linguaggi romantici. Una sezione del convegno riguarderà specificamente la traduzione sia in senso letterario che intesa nella sua accezione più ampia di traslazione e trasmissione di significati, codici e tradizioni culturali da un contesto linguistico ad un altro. I vari contributi si soffermano, per esempio, sulla traduzione come nuovo genere letterario praticato dalle donne alla fine del Settecento, sulle traduzioni italiane degli scrittori del Romanticismo inglese, e sul fascino e la curiosità che la lingua italiana suscitò sui medesimi. Un'altra sezione si proporrà di esaminare le varie categorie estetiche su cui poggia la definizione stessa di Romanticismo, alla luce delle più recenti elaborazioni critiche e teoriche, e includerà riflessioni che andranno dal discorso sul pittoresco del Settecento fino al linguaggio del Sublime più propriamente romantico. Un aspetto caratterizzante di questa sezione è l'interdisciplinarità, in altre parole i rapporti sincretici e i reciproci influssi che i relatori individueranno nelle varie espressioni artistiche e letterarie del Romanticismo. Numerosi sono inoltre gli interventi che riguarderanno la formazione, descrizione ed ibridazione dei generi letterari in tutte le loro varianti nell’ambito della scrittura romantica. Accanto alla poesia, che indiscutibilmente domina il panorama letterario della fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, vari interventi si propongono di esplorare le peculiarità di altri generi, come la saggistica e il romanzo, ancora oggi piuttosto trascurati dalla critica, nonostante l'importanza che assunsero a livello ideologico, politico e linguistico. Agli aspetti più propriamente filosofici, politici e linguistici della scrittura e cultura del Romanticismo viene dedicata una sezione separata, al fine di dimostrare la ricchezza e l'ampia diffusione di idee che circolavano negli ambienti intellettuali, come i circoli letterari del tempo, e nella produzione letteraria vera e propria. Tra i generi letterari meno trattati dalla critica che si occupa del Romanticismo vi è senza dubbio il teatro che, più di ogni altro, merita oggi una rivalutazione; per questo gli organizzatori hanno voluto dedicare uno spazio specifico del convegno al "linguaggio" e ai "linguaggi" della teoria e della produzione drammatiche in epoca romantica. Si tratterà di una sezione di ampio respiro che muove da questioni che riguardano gli ambiti propriamenti scenici della rappresentazione teatrale fino agli aspetti più specificamente letterari o teorici dei vari generi drammatici. Un numero cospicuo di interventi si occuperà del teatro prodotto e rappresentato dalle donne, un ambito ancora più penalizzato dalla critica e rimasto, fino a tempi recenti, inesplorato. In effetti, uno degli aspetti che emerge chiaramente dal programma del convegno è l’intenzione, già manifestata da diversi studiosi di tutto il mondo, di rivalutare la scrittura femminile e il contributo delle donne all’elaborazione teorica del Romanticismo superando le classiche divisioni di genere e gender stabilite da canoni critici ormai divenuti obsoleti. Infine, il convegno dedica anche uno spazio all'area di comparatistica, ai rapporti tra le espressioni letterarie nei vari paesi europei tra la fine del Settecento e il primo trentennio dell'Ottocento. La rosa dei partecipanti include studiosi provenienti da tutto il mondo (Italia, Spagna, Inghilterra, Scozia, Canada, Stati Uniti, Australia, Ukraina, Taiwan). Tra gli altri ricordiamo: Beatrice Battaglia (Università di Bologna), Lilla Maria Crisafulli (Università di Bologna), Toni Cerutti (Università del Piemonte Orientale), Rosy Colombo (Università La Sapienza di Roma), Claudia Corti (Università di Firenze), Nora Crook (APU, Cambridge), Giuliana Ferreccio (Università di Torino), Beatriz Gonzàles (University of Castilla), Simon Haines (Australian National University), Giovanni Iamartino (Università di Milano), Mary Jacobus (Cornell University),Vivien Jones (University of Leeds), Gary Kelly (University of Alberta), Tomaso Kemeny (Università di Pavia), Igor Maver (University of Ljubljana), Michael O’Neill (University of Durham), Romana Paci (Università di Cagliari), Reeve Parker (Corneill University), Cecilia Pietropoli (Università di Bologna), David Punter (University of Bristol), Tilottama Rajan (University of Western Ontario), Diego Saglia (Università di Parma), Esther Schor (University of Princeton), Anna Rosa Scrittori (Università di Venezia), Annamaria Sportelli (Università di Bari), Richard Steadman-Jones (University of Sheffield), Maria Stella (Università La Sapienza di Roma), Tomothy Webb (University of Bristol), John Whale (University of Leeds).
Per il Comitato Organizzativo Lilla Maria Crisafulli |